<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Depuratori d'acqua ad Osmosi inversa - HIMALAIA - Sorgente d'acqua pura -
 

 

 

 

LAMPADA A RAGGI UV-C

ACQUA INQUINATA? NO, GRAZIE!

Stop alle infezioni causate dai microrganismi patogeni talvolta presenti nell'acqua dei pozzi, delle sorgenti o dell'acquedotto

Debatterizzatori a raggi UV-C con tecnologia Teflon autopulente

Il metodo naturale, non chimico, che non altera odore, colore, sapore.

Totale distruzione dei microrganismi senza l'uso del cloro 

Stop ai cloro derivati (clorofenoli, clorammine, trialometani) e altri
“by-products” estremamente pericolosi per la salute perché
cancerogeni e mutageni

L'acqua elemento necessario ed insostituibile d'ogni forma di vita, fondamentale nella storia delle civiltà e nello sviluppo delle attività dell'uomo. Eppure l' Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce oggi che l'80% delle malattie è associato all'acqua, che oltre un miliardo di persone non ne ha a sufficienza e altrettante sono costrette ad utilizzarla inquinata con gravi conseguenze per la salute. E se anche nei paesi più moderni il problema non è drammatico come in quelli in via di sviluppo, è comunque necessaria una maggior qualità per l'acqua di uso alimentare o per l'acqua di scarico.

Il metodo a raggi UV è detto "fisico" perché non viene aggiunto nulla all'acqua o al fluido da trattare all'opposto dei metodi chimici. Le caratteristiche organolettiche rimangono inalterate e soprattutto è un metodo totalmente innocuo per la salute e l'ambiente.

Oltre all'acqua inquinata per uso potabile, irriguo o refluo, si possono utilizzare gli impianti a raggi UV-C per disinfettare anche l'acqua normalmente "buona" ma che per fatti stagionali o accidentali può inquinarsi di colibatteri, virus, ecc.…. Infatti sono diversi gli imprevisti che nascono a monte delle sorgenti o lungo le reti degli acquedotti soprattutto se non in pressione (per esempio le autoclavi presenti in molte case e condomini, tanto utili in mancanza di pressione quanto pericolose per la proliferazione batterica). E non sempre l'infezione viene accertata tempestivamente: passano anche dei giorni prima che l'erogazione venga sospesa o si attuino le contromisure d'emergenza.

Il funzionamento degli impianti a raggi UV-C è semplice ed affidabile e non è soggetto a delicate regolazion i come per i sistemi di dosaggio dei prodotti chimici (vedi clorazione). Essi richiedono inevitabilmente frequenti controlli e manutenzioni di personale specializzato. Spesso i luoghi dove si installano questi sistemi di trattamento sono lontani o disagiati e non è facile un controllo continuo del dosaggio effettivo. Con gli impianti a raggi UV-C è sufficiente stabilire la portata massima da trattare, installarli all'uscita della vasca o lungo la tubazione e da quel momento, anche per portate molto inferiori, il trattamento sarà sempre perfetto, senza il rischio di sotto o sovradosaggio, ma soprattutto senza il pericolo che si formino i temuti cloroderivati, vedi clorammine, clorofenoli, cloroformi, ecc.…

Nel passato diversi fattori avevano limitato la diffusione degli impianti a raggi UV costruiti con la tecnologia detta "al quarzo". I principali problemi consistevano nella necessità di smontarli frequentemente per raschiare la pellicola di sporco e le incrostazioni di sali che si formavano attorno ai tubi di quarzo che racchiudono le lampade. Questi fenomeni pregiudicavano molto e in breve tempo l'irraggiamento effettivo. Inoltre era più difficile mantenere in temperatura le lampade perché all' arrivo dell'acqua si raffreddavano e in assenza si surriscaldavano con notevole sbalzi di rendimento e rischi di rottura. Gli interventi periodici di pulizia e il cambio annuale delle lampade erano delicati e costosi.
La recente tecnologia e la disponibilità nel mercato di nuovi materiali hanno permesso di progettare e costruire un sistema completamente diverso dove le lampade sono state separate dal flusso idrico e si è sostituito il fragile tubo di quarzo con una o più tubazioni, dette "camere d'irraggiamento", fatte di un particolare copolimero di Teflon dalle caratteristiche ideali per l'applicazione: trasparenza ai raggi UV-C nella frequenza battericida, assoluta antiaderenza allo sporco, resistenza meccanica, durata garantita per molti anni.

LA SCOPERTA DEI RAGGI UV-C

Nel 1666 Newton, attraverso un prisma di cristallo, scomponeva in diversi vividi colori la luce del sole. Nel 1800 Hershel e Ritter indagarono ai lati di questo spettro solare e scoprirono nuove forme d'energia: rispettivamente i raggi infrarossi capaci di generare calore e i raggi ultravioletti in grado di svolgere un'azione chimica e battericida.

COSA SONO I RAGGI UV-C?

La piccola porzione di spettro elettromagnetico avente lunghezza d'onda compresa tra i 100 e i 400 nano metri costituisce l'intervallo della radiazione ultravioletta; gli UV-C fanno parte del sottointervallo caratterizzato dalle lunghezza d'onda comprese tra i 100 e i 280 nm. Le onde elettromagnetiche, a seconda della loro lunghezza d'onda ed ampiezza, interagiscono con la materia generando effetti di varia natura; grazie al suo spiccato potere germicida risulta particolarmente interessante la radiazione UV-C un lunghezza d'onda di 253,7 nm.

COME SI PRODUCONO?

Artificialmente i raggi UV-C si producono con l'ausilio di speciali lampade a fluorescenza contenenti vapori di mercurio, le quali sono costruite con quarzo purissimo trasperente alla luce UV-C. Le lampade da noi usate sono a bassa pressione: questi modelli garantiscono un'emissione in forma quasi monocromatica (oltre il 95% è costituito da radiazione altamente germicida a 253,7 nm) nonché un elevato rendimento (circa il 30% della potenza assorbita viene trasformata in radiazione UV-C).

PERCHE' FUNZIONANO?

L'elevato potere germicida di questa lunghezza d'onda va ricercato nella capacità di interagire con il DNA e nel legame dei suoi componenti fondamentali (nucleotidi). Il DNA è una macromolecola presente in ogni organismo vivente nella quale risiedono tutte le informazioni necessarie per la vita e la riproduzione. L'alterazione di alcuni legami chimici, indotta da radiazione UV-C, è in grado di cambiare l'informazione contenuta e trasmessa al DNA; tali modificazioni impediscono la normale attività di replicazione il che conduce irreversibilmente alla morte cellulare.

QUANTO FUNZIONANO?

Per risultare efficace ai fini della sterilizzazione un'onda elettromagnetica, oltre che essere di un certo tipo (253,7 nm), deve possedere anche un valore minimo di intensità per poter assicurare un dosaggio sufficiente ad abbattere in percentuale considerevole la flora microbica presente nell'acqua. Uno sterilizzatore UV correttamente dimensionato è in grado di impartire all'acqua un dosaggio sufficiente ad abbattere il 99,99% dei più comuni batteri presenti nell'acqua.

PERCHE' CONVENGONO?

Tra i numerosi vantaggi offerti da questo tipo di tecnologia ricordiamo:

•  Trattamento ecologico, senza aggiunta di prodotti chimici non si hanno alterazioni delle caratteristiche organolettiche

•  Nessun pericolo di sovradosaggio e nessuna alterazione della caratteristiche di composizione dell'acqua

•  Nessuna formazione di sottoprodotti tossici, inevitabili invece con gli usuali disinfettanti a base di cloro

•  Azione veloce, bastano pochi secondi (il tempo è quello di passaggio nel collettore) e non servono vasche di accumulo

•  Economicità e praticità assicurata dal basso consumo di energia elettrica ed alla poca manutenzione richiesta (sostituzione delle lampade e pulizia del collettore una volta l'anno)

•  La pulizia dell'impianto è perfetta anche dopo anni di utilizzo

•  La temperatura delle lampade è costante e non dipende dalle variazioni della portata idrica. Il loro rendimento è sempre massimo

•  Il cambio annuale delle lampade è facile e si esegue in pochi minuti. Non è necessario smontare l'impianto o interrompere il flusso idrico

•  La durata delle lampade è maggiore grazie alla mancanza di stress termici. Non c'è il rischio di scoppio all'interno del flusso idrico

•  Attraverso uno strumento in dotazione è possibile misurare l'irraggiamento e la vita residua delle lampade

•  L'isolamento elettrico è garantito anche dopo anni d'utilizzo perché le lampade sono staccate dalle camere di teflon

•  Tutta l'acqua da trattare si distribuisce in percorsi regolari ben esposti ai raggi UV-C nei tempi e nelle distanze previste da progetto

•  L'utilizzo di speciali turbolatori evita il flusso lamellare e coni d'ombra nel liquido da trattare

•  Installazione indifferente orizzontale o verticale

•  Ampia dotazione d'accessori per applicazioni speciali (allarmi locali e teleallarmi via cavo, telefono)

 

uv012.jpg (2712 byte)Esempio di impianto UV-C

inside01.jpg (33074 byte)Esempio di come sono inserite le lampade nei nostri impianti UV-C

 

 



 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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